IL GIORNO - 3 luglio 2005

LA SCOPERTA A Colturano  Il Monastero? Era la villa del Fregoso
Non ospitò religiosi ma il poeta preferito da Ludovico il Moro che qui scrisse alcuni capolavori
di Emanuela Caputo

COLTURANO - C'era una volta il "Monastero". L'ignaro protagonista di una favola antica che ha riscritto i libri di storia locale. Le sue origini laiche sono ormai una certezza. Ma tutti a Colturano lo chiamano ancora così. - Nell'82 era stato il Ministero stesso a classificarlo come un convento cistercense. Secondo l'equipe dei Beni Culturali l'edificio risaliva al XII secolo - spiega Luciano Passoni - Da quel momento nessuno fece più nulla. Si diedero per scontate le conoscenze acquisite; anche se in realtà erano molti gli studi che portavano in direzioni diverse. La struttura aveva destato, infatti, l'interesse di alcuni professori e studenti universitari.
Nessuno, però, aveva mai collegato quel luogo all'esistenza del Fregoso. Ciò avvenne solo 16 anni dopo. A quell'epoca ero presidente della commissione biblioteca-.
Antonio Fileremo Fregoso era un famoso poeta della corte sforzesca. Nacque a Carrara intorno al 1460, figlio naturale di Spinetta II, il potente signore di quella città. Il padre, alleato e consigliere di Francesco Sforza, aveva scelto come suo tutore il segretario del ducato, Cicco Simonetta, ma con l'arrivo di Ludovico il Moro cadde in disgrazia trascinato dalla sorte del suo maestro. Si rifugiò a Genova insieme alla sua famiglia; vi restò poco.
Fu il signore di Milano a rivolerlo a palazzo riconoscendo l'estro dei suoi componimenti.La fine del Moro e il dominio dei francesi segnarono il suo arrivo a Colturano.
- Fu una scoperta del tutto casuale - continua Passoni. Massimo Piacentini, docente e appassionato di storia locale, stava svolgendo delle ricerche su un signorotto di Landriano. Curiosando fra i messaggi di una raccolta epistolare trovò il collegamento con un artista vissuto proprio in queste terre. Un certo Fregoso, amico di Leonardo da Vinci, di Bramante e della misteriosa Dama con l'ermellino. Iniziò così la raccolta dei documenti. L'opera del poeta era stata analizzata per filo e per segno dal professor Giorgio Dilemmi, docente del'ateneo di Bergamo. Leggendo le tesi di laurea emerse che anche il testo più importante (Riso di Democrito et Pianto di Eraclito) era stato scritto a Colturano. Il Fregoso aveva sposato, infatti, una Visconti e si era ritirato in campagna non lontano dai suoi cari. Nelle sue poesie descrive più volte anche l'abitazione. Sede di feste e discussioni colte, ambita meta per la caccia ai cervi. Ma Dilemmi non aveva capito affatto che quella dimora esisteva ancora. Piacentini cercò di mettersi in contatto con un'insegnante del paese, ma non ottenne alcun riscontro. Allora venne da me. Al suo racconto rimasi a bocca aperta. Tutto ci riportava al Monastero -.
Lo storico aveva decifrato l'emblema che compariva sulle pareti all'ingresso. Un onda e un rovo di spine cinto fra due mani: il simbolo dei Fregoso integrato con quello della casata materna. Contro la tesi dell'utilizzo religioso la mancanza delle celle e di una chiesa di riferimento. La struttura aveva tutte le caratteristiche di un'abitazione del '500. La forma a quadrilatero ricordava quella delle ville romane, così come la disposizione dei porticati interni. Da poeta cavaliere a citadin dei boschi: l'artista l'aveva scelta come luogo d'ispirazione. E in risposta ai politici che avevano sminuito le ragioni del suo esilio volontario scrisse che il suo soggiorno nella periferia cittadina non lo aveva trasformato in "un inculto e orrido villano", nè tantomeno in "un silvagio satiro"; coglieva, invece, l'occasione per dedicare loro la sua nuova composizione, "il frutto e il figliolo del virtuoso ozio" in cui si era ritirata la sua "mente solitaria". - Il mio compito è stato quello di assemblare i pezzi - chiarisce Passoni - La scoperta si deve agli storici: a Piacentini, per le ricerche, e a Luciano Previato, per le tesi di laurea; ma un ringraziamento speciale va anche a Canzi, a Pettinari e a tutti gli amici del Gasl, l'ssociazione che ha dato voce agli appassionati della zona -.


Cucchiaio trovato durante degli scavi in cortile negli anni '40

IL GIORNO - 3 luglio 2005